COMITATO PER GLI IMMIGRATI : Solidarietà al Vescovo Suetta e Padre Francesco Marcoaldi “Il nostro ringraziamento va anche alle Forze dell’ordine che in questa particolare situazione hanno agito con la massima cautela e diligenza, evitando di creare degli scontri sociali e feriti” dice Aleksandra Matikj Il Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione esprime la propria Solidarietà nei confronti di Antonio Suetta, Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo che, pur aver svolto il proprio operato in assoluto Rispetto e collaborazione con le Istituzioni e Autorità locali, è stato criticato per aver accolto gli Immigrati Profughi. “A nome di tutto il nostro Comitato volevo ringraziarlo ed in particolare per il suo lato umano e Cattolico che ha espresso attraverso le testuali parole: “I profughi nelle nostre chiese, lì nessuno potrà deportarli. L’Occidente non volti le spalle. Ce l’ha insegnato il Papa” ed aggiungendo: “Ho soltanto affermato che ritengo un atto di buona umanità accoglierli in prima istanza per i bisogni primari (cibo, vestiario ed altro) e dedicare loro un po’ di tempo per supporti psicologici e di consulenza legale, al fine di orientarli adeguatamente nell’ambito delle possibilità date loro dalle nostre regole. Accanto a questa prospettiva ho anche ricordato come, nel contesto generale della gestione del fenomeno immigrazione, siano assolutamente da evitare i rischi che queste persone, in eventuali tentativi di rimpatrio, possano andare a finire in campi profughi come quelli in Turchia che tristemente abbiamo conosciuto dai recenti fatti di cronaca. Da questo punto di vista mi sento di affermare che il rischio umano è talmente grave, che non credo sia sbagliato adottare una cautela in più piuttosto che una in meno”. Ma quello che ancora non ho capito è la seguente domanda che mi pongo: ma come è possibile che da alcuni rappresentanti di estrema Destra, come già diverse volte accadde, vengano rilasciate delle dichiarazioni contro chi accoglie le Persone in difficoltà soltanto perché Immigrate mentre la stessa Chiesa viene puntualmente nominata dagli stessi nel tentativo di essere usata contro gli Omosessuali ed i loro Diritti”, dichiara Aleksandra Matikj, la Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”. “La nostra Solidarietà va anche al Padre Francesco Marcoaldi, Frate della congregazione dei Figli di Maria Immacolata, nella Chiesa di San Nicola da Tolentino dove ha aperto le porte ai Profughi nel momento di massima tensione. “Vivevano sul greto del Roja, piangevano e pregavano. Sapevano che non sarebbero rimasti lì a lungo”, disse. Padre Francesco, come un angelo custode, ha iniziato a prepararsi di buon mattino a gestire l’emergenza, quello che invece avrebbe dovuto fare Enrico Ioculano, il Sindaco di Ventimiglia al quale diamo comunque la nostra disponibilità di aiuto, anche da Genova o Savona dove abbiamo dei contatti nelle Cooperative sociali ed altre Chiese che eventualmente sarebbero disponibili ad aiutare ed ospitare i Profughi di Ventimiglia. Infine, il nostro ringraziamento va anche alle Forze dell’ordine che in questa particolare situazione hanno agito con la massima cautela e diligenza, evitando di creare degli scontri sociali e feriti” conclude la Matikj.

Bericht van @PerseoMiranda.

Sorgente: COMITATO PER GLI IMMIGRATI : Solidarietà al Vescovo Suetta e Padre Francesco Marcoaldi “Il nostro ringraziamento va anche alle Forze dell’ordine che in questa particolare situazione hanno agito con la massima cautela e diligenza, evitando di creare degli scontri sociali e feriti” dice Aleksandra Matikj Il Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione esprime la propria Solidarietà nei confronti di Antonio Suetta, Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo che, pur aver svolto il proprio operato in assoluto Rispetto e collaborazione con le Istituzioni e Autorità locali, è stato criticato per aver accolto gli Immigrati Profughi. “A nome di tutto il nostro Comitato volevo ringraziarlo ed in particolare per il suo lato umano e Cattolico che ha espresso attraverso le testuali parole: “I profughi nelle nostre chiese, lì nessuno potrà deportarli. L’Occidente non volti le spalle. Ce l’ha insegnato il Papa” ed aggiungendo: “Ho soltanto affermato che ritengo un atto di buona umanità accoglierli in prima istanza per i bisogni primari (cibo, vestiario ed altro) e dedicare loro un po’ di tempo per supporti psicologici e di consulenza legale, al fine di orientarli adeguatamente nell’ambito delle possibilità date loro dalle nostre regole. Accanto a questa prospettiva ho anche ricordato come, nel contesto generale della gestione del fenomeno immigrazione, siano assolutamente da evitare i rischi che queste persone, in eventuali tentativi di rimpatrio, possano andare a finire in campi profughi come quelli in Turchia che tristemente abbiamo conosciuto dai recenti fatti di cronaca. Da questo punto di vista mi sento di affermare che il rischio umano è talmente grave, che non credo sia sbagliato adottare una cautela in più piuttosto che una in meno”. Ma quello che ancora non ho capito è la seguente domanda che mi pongo: ma come è possibile che da alcuni rappresentanti di estrema Destra, come già diverse volte accadde, vengano rilasciate delle dichiarazioni contro chi accoglie le Persone in difficoltà soltanto perché Immigrate mentre la stessa Chiesa viene puntualmente nominata dagli stessi nel tentativo di essere usata contro gli Omosessuali ed i loro Diritti”, dichiara Aleksandra Matikj, la Presidentessa del “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”. “La nostra Solidarietà va anche al Padre Francesco Marcoaldi, Frate della congregazione dei Figli di Maria Immacolata, nella Chiesa di San Nicola da Tolentino dove ha aperto le porte ai Profughi nel momento di massima tensione. “Vivevano sul greto del Roja, piangevano e pregavano. Sapevano che non sarebbero rimasti lì a lungo”, disse. Padre Francesco, come un angelo custode, ha iniziato a prepararsi di buon mattino a gestire l’emergenza, quello che invece avrebbe dovuto fare Enrico Ioculano, il Sindaco di Ventimiglia al quale diamo comunque la nostra disponibilità di aiuto, anche da Genova o Savona dove abbiamo dei contatti nelle Cooperative sociali ed altre Chiese che eventualmente sarebbero disponibili ad aiutare ed ospitare i Profughi di Ventimiglia. Infine, il nostro ringraziamento va anche alle Forze dell’ordine che in questa particolare situazione hanno agito con la massima cautela e diligenza, evitando di creare degli scontri sociali e feriti” conclude la Matikj.

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