EWA PIETKA (Pittrice) servizio di Aldo Del Gaudio,inviato speciale da Roma per tele-in-liguria-webtv.com

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Ewa Pietka
E’ nata in Polonia nel 1970. Diplomata in Psicologia e Pedagogia infantile s Kety, vicino Cracovia. Dal 1993, in Italia, e’ assistente del Maestro Francesco Del Drago, sino all’estate 2002.
Dipinge dal 1996, adattando la tecnica acrilica alle proprie necessita’espressive.
Partecipa al Premio Sulmona – Rassegna Internazionale  d’Arte Contemporanea 27ma edizione – 2000
Nel 2001, espone nella Collettiva – I Beatles: la giovinezza, la follia, organizzata dal Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Frascati, Scuderie Aldobrandini.
Seguono, le edizioni del Premio Sulmona, dalla 28ma alla 39ma, quando le viene assegnata la Targa d’argento dal Quadrivio, che organizza il Premio e dalla Dr.ssa Paola Pelino, Presidente della manifestazione e Senatore. Nel 2002, e’ protagonista della manifestazione Etnopolis, presso la Villa Piccolomini, in Roma.
Aprile 2013, partecipa alla mostra Www plot@rt vol 3: Bar Code -Galleria Arturarte settevene, Nepi.
Luglio 2003, Personale dal titolo Atmosphere, Assessorato Turismo e Cultura, per FiuggiFestival, Fiuggi, Teatro Comunale, febbraio- aprile 2004. Stesso anno, Collettiva Galleria Caos di Roma.
Giugno-Luglio 2005, anteprima Segni di Pace, Palazzo Valentini, Provincia di Roma. Agosto 2005 Rose’s Choise, Museo d’Arte moderna, Scontrone – Abruzzo. Una delle opere e’stata donata in questo che e’ il primo Museo delle donne in Italia.
Dicembre 2007, Personale Omaggio a Picasso, Spazio Moud, Roma.
Ottobre 2009 – Febbraio 2010, esposizione personale presso Abracalabria, Enogastroteca, Roma.
2011 – Gennaio 2012, Personale presso Red Bar, Auditorium Parco della Musica, Roma.
Giugno – Novembre 2012, Personale presso lo Studio dell’Architetto Paolo Portoghesi, Roma.
Alcune opere dell’Artista Ewa Pietka, si  trovano nelle collezioni di Montecarlo e Parigi.

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Singolare quest’incontro con la pittrice
polacca Ewa Pietka.Ti aspetti di tutto
fuorche’ le parole e l’armonia di una sorta
di maestra di yoga.E’ una visione, la Sua,
piu’che assimilabile alla visionarieta’,
vicina piuttosto a dei punti fermi nella
vita, pronti a generare un canto pittorico,
una pittura ritmata.
Le prime opere sembrano il risultato di
una vicinanza col pittore Francesco Del Drago, di cui e’ stata assistente.
Quelle piu’recenti : Orange, L’Opposizione, Athmosphere, sono nel
solco di una magnifica imperfezione.
Come pure i ritratti, tra cui, George
Clooney – Lui ne possiede uno, Le
maternita’ di Angelina Jolie e Fiorello
con le Demoiselles d’Avignone.

Accade dinanzi ad un quadro piu’ o
meno conosciuto. Quale il significato?
Domanda leggittima a tuo parere?

Creativita’ e’ un concetto che non
abbandono. L’Arte e’ comunicazione
non verbale e, con le parole di Picasso:
l’artista crea per una sua necessita’ interiore, senza bisogno di interprstare
alcunche’.
Per Sebastian Matta, furioso e furibondo, nell’ironia surrealista, il ready-made di Duchamp, con buona
sorte e come spesso accade, era un
gioco, una provocazione per la critica
piu’ accigliata pronta alle pij’ nefaste
considerazioni.

E se dicessi che tutta la Storia dell’Arte
si basa sul gioco…? Il ” gioco ” dell’arte
come momento evolutivo, sviluppo?

L’arte mi interessa appunto come crescita personale, mutamento dell’artista e dell’uomo.

Tornando alla pittura, quale tecnica adotti?

Io ” dipingo ” ancora con la tecnica moderna del colore acrilico. Resistente
e fortemente riconoscibile, dall’impronta decisa, netta, dichiarata.

Da circa 20 anni vivi in Italia. Messi a
confronto i due Paesi, emerge una
tendenza particolare nell’arte polacca
rispetto a quella italiana?

Direi che la Polonia ha guardato con
attenzione alla sorgente artistica europea. Parigi, in primis., magari prendendo spunto dagli impressionisti
per esempio.

Quale sentimento provi quandorealizzi
un’ opera?

Se riuscita, provo soddisfazione. Oppure disappunto quando non mi convince.

Quando un’opera e ‘riuscita?

Mi metto dinanzi alla tela e mi propongo di raggiungere dei ” punti ” prefissati. Quando accade in buona parte, e’ riuscita ( termine comunque invasivo, che non convince mai abbastanza, per la sua mania di perfezione. Piu’ rimane imperfetta, piu’ l’opera e’ riuscita. n.d.r. Poi, soprattutto, la reazione positiva del pubblico.

Cosa intendi?

Non c’e’ niente da capire, con Battiato e De Gregori. Non uno slogan, piuttosto una convinzione profonda che ci predispone in armonia col Creato. Il canto di un uccellino. Che facciamo? Lo ascoltiamo, lo accogliamo in noi, come qualcosa di arrivato cosi’, senza motivo e quindi, con tutti i motivi del mondo. Ugualmente per l’opera d’arte.

E sul pensiero pittorico, per concludere?

Condivido l’espressione: e’ stato gia’ tutto detto, tutto fatto.Come dire : immagina il movimento zen o buddista. Il loro e’ un ” procedere ” in levare. Riconosciamo sempre piu’ il nostro puro essere, quando eliminiamo o smussiamo gli angoli e troviamo noi stessi.
La pittura ci restituisce agli altri in modo semplice, non semplificato.
C’e’ una parola sanscrita: shunia, che
significa stato della mente e della coscienza dove l’ego e’ azzerato.

Aldo del Gaudio

Listener

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